Girato interamente nel carcere di Rebibbia, il capolavoro dei fratelli Taviani racconta la messa in scena del “Giulio Cesare” di Shakespeare da parte di un gruppo di detenuti. L’incontro tra tragedia classica e condizione carceraria genera un’opera in cui l’arte diventa strumento di emancipazione, catarsi e rielaborazione del proprio vissuto. Il bianco e nero avvolgente sottolinea la dimensione universale della storia, mentre le interpretazioni vibrano di autenticità. “Cesare deve morire” dimostra che il carcere, spesso visto solo come luogo di privazione, può trasformarsi in spazio di creazione artistica e di rinascita personale. La presenza di Giovanna Taviani all’incontro che precede la proiezione rafforza il legame tra memoria familiare e impegno civile.
DARIO MINUTOLO
