Un nome biblico scelto da genitori credenti, gli anni nell’accademia di Leo Amici e alle Maestre Pie di Morciano, poi l’esercito, il paracadutismo e infine la notte. La storia di Leo attraversa mondi lontani, fino all’incontro con il locale di Cervia
Prima di imparare a governare una notte, Eleoazar Olivieri, per tutti Leo, ha imparato a lanciarsi nel vuoto. Ma prima ancora c’erano il pianoforte, la chitarra, la danza classica. E un’educazione religiosa che, a sentirlo parlare, ha lasciato un segno più profondo di quanto il suo mestiere possa suggerire.
La sua storia – che con quel nome biblico sembrava indirizzata più verso un seminario che sotto i riflettori di un club di lap-dance – comincia a Brusciano, nel Napoletano, e cambia paesaggio quando compie sette anni: la famiglia si trasferisce nel Riminese. Ci sono l’accademia di Leo Amici a Montescudo, poi le Maestre Pie di Morciano. Leo cresce tra disciplina e creatività, dentro un mondo di cui conserva soprattutto una lezione: “Il rispetto per gli altri e per il prossimo”.
Il seguito prende strade meno prevedibili. Lascia le superiori, nel 2006 si arruola nell’esercito e scopre il paracadutismo: una passione che, dopo varie missioni in tutto il mondo, lo accompagna ancora oggi, da istruttore. Intanto frequenta un’altra Riviera, quella delle discoteche, dove lavora nelle pubbliche relazioni. Porta gente nei locali, finché quelle notti cominciano ad assomigliarsi troppo.
Poi, nel 2014, accompagna un amico alla Perla di Riccione (“Dopo un grave incidente – ricorda – aveva incassato una cifra importante dall’assicurazione e voleva festeggiare…”). È il primo incontro con il mondo dei night club. Qualche tempo dopo entra al Jimmy e qualcosa cambia: “Mi sono subito innamorato dell’ambiente”. Nel 2019 arriva la proposta di dirigerlo. Oggi segue eventi e spettacoli del locale, diventato nel frattempo di proprietà del padre Pasquale. Dalle lezioni di danza alla lap dance, dalle Maestre Pie alla vita notturna: raccontata così, sembra una storia di svolte brusche. Leo, invece, tiene insieme tutto.
Dalle Maestre Pie alla notte: un salto notevole…
“Sono esperienze diverse, ma ognuna mi ha formato. La scuola di Leo Amici, ad esempio, la consiglierei a tutti: mi ha dato molto, anche sul piano umano. Mi ha insegnato, prima di tutto, il rispetto per le persone e soprattutto per le donne. Non a caso, tante ragazze che oggi lavorano al Jimmy, al di là degli impegni professionali, da noi si sentono come in famiglia”.
E il paracadutismo è rimasto?
“Sì, è una grande passione nata nell’esercito. Che oggi pratico ancora come istruttore”.
Quando hai capito che il Jimmy poteva essere il tuo destino?
“La prima volta che sono entrato. Ho sentito che era diverso, un vero locale di lap dance, con tanto da dare e da insegnare”.
Nel 2019 ti hanno affidato la direzione. Che cosa hai chiesto?
“Che la sicurezza fosse al primo posto: buttafuori ogni sera e massima attenzione a chi entra. So che questi ambienti, oltre ad una clientela di ottimo livello, possono attirare gente ambigua, ma chi non conosce il senso del rispetto qui non mette piede. Non a caso, ci siamo affidati a Gennaro Iennaco, il miglior professionista sulla piazza quando si parla di sicurezza”.
Dopo sei mesi, dalla direzione sei passato alla gestione…
“Sì ho rilevato arredi e attrezzature ed è iniziata questa esaltante avventura. Con il Covid è stato difficile e, per fortuna, ho potuto contare sull’aiuto della mia famiglia. Oggi il locale è di mio padre, Pasquale Olivieri, che spesso viene al Jimmy per controllare i conti. Io seguo eventi e spettacoli e cerco di portare avanti un modello di intrattenimento che, nell’era del virtuale, rischia di perdersi”.
In che senso?
“Al Jimmy proponiamo un modello di socialità fatto di contatto e di autenticità, un format di spettacolo rigorosamente dal vivo in cui non c’è distanza tra pubblico e palcoscenico. Chi viene a trovarci non vede banalmente solo belle ragazze dimenarsi, ma può godersi le coreografie artistiche di vere performer che su quel palco ci sono arrivate solo dopo un’intensa fase di preparazione”.
Come rispondi a chi teme di spendere troppo?
“Rispondo con le cifre: da noi si entra con 10 euro, consumazione compresa. Se si offre da bere a una ragazza, le due consumazioni costano circa 20 euro. Il privé è sui 60 euro per un quarto d’ora, con ballo al palo e senza contatto. Poi ognuno decide se e quando far durare la serata”.
Che eventi stai costruendo per il 2027?
“Non solo esibizioni, ma anche special-guest, personaggi dei social, comicità. Oltre ai nostri ospiti fissi, come ad esempio Davide Fabbri e il “Nano” di Michelle Comi, sono attesi Cora Kate, Martina Smeraldi, Valena, l’American Trio e Patrick Carrera. Mi piace unire spettacolo e risate: perchè al Jimmy la parola d’ordine è seduzione, ma chi esce deve poter dire di essersi anche divertito”.


