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Marianna Pignatelli incontra Salima Amira: una vita sul ring

Dal nuoto agonistico al pugilato professionistico, fino alla conquista del titolo mondiale UBC. Salima Amira racconta a Marianna Pignatelli una carriera costruita tra sacrificio, disciplina e passione per lo sport.

Per Salima Amira lo sport non è mai stato soltanto un’attività da praticare nel tempo libero. È diventato una parte integrante della sua vita e un percorso attraverso il quale misurarsi continuamente con i propri limiti.

A raccontarlo è la stessa Salima nell’intervista realizzata da Marianna Pignatelli, durante la quale ripercorre alcune delle tappe più significative della propria esperienza sportiva.

Il suo percorso è iniziato nel nuoto, praticato a livello agonistico. Successivamente è arrivato il pugilato, disciplina nella quale ha costruito una carriera ricca di traguardi. Salima Amira è stata titolare della Nazionale italiana, ha conquistato il titolo di campionessa d’Italia e un bronzo europeo, oltre a diverse medaglie internazionali nella categoria dilettanti.

Il passaggio al professionismo ha rappresentato un ulteriore momento importante. Nel 2018 è arrivata la conquista del titolo mondiale UBC nei pesi gallo, un risultato che ha segnato una nuova fase della sua carriera.

Nonostante il passare degli anni, Salima non ha scelto di abbandonare il ring. A quarantanove anni continua infatti a combattere come pugile professionista con licenza straniera.

«Lo sport è la colonna vertebrale della mia vita», racconta nell’intervista con Marianna Pignatelli.

Una frase che sintetizza un rapporto con la boxe costruito nel tempo e alimentato dalla volontà di continuare a mettersi alla prova. Per Salima il ring rappresenta anche una scuola di vita, fatta di disciplina, sacrificio e capacità di affrontare le difficoltà.

Accanto all’attività sportiva, la sua vita professionale segue un’altra strada: quella della professione di penalista. Due percorsi differenti che Salima continua a portare avanti contemporaneamente.

Il futuro, per lei, significa quindi continuare a combattere ancora per qualche anno, senza rinunciare al lavoro e alla famiglia. Una sfida che sembra seguire la stessa filosofia che ha accompagnato tutta la sua carriera: andare avanti senza smettere di mettersi in gioco.

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