
L’esordio letterario dell’avvocato Piergiorgio Galli, “La Corsa di una Vita” Ealixir Editions
In un’autobiografia originale di 42.195 parole, l’autore trasforma la corsa in una metafora esistenziale. Il volume, con prefazione di Michil Costa, è stato presentato a Palazzo Cagnola, da DVCA, a Milano.
“Il traguardo più difficile è quello dentro di sé”. Non è solo un aforisma, ma il fulcro attorno a cui ruota l’atteso libro dell’avvocato Piergiorgio Galli.

Ciò che rende il lavoro di Galli un unicum nel panorama editoriale è la sua struttura formale, guidata da un’idea concettuale rigorosa: il testo conta esattamente 42.195 parole. Tante quanti i metri che separano la partenza dall’arrivo di una maratona. Questa precisione quasi chirurgica non è un semplice esercizio di stile, ma un espediente letterario per restituire al lettore il ritmo della fatica, il battito della perseveranza e la necessità di rialzarsi dopo ogni caduta.

Il libro si inserisce a pieno titolo tra le opere che offrono una guida alla vita, trasformando la disciplina dello sport in una potente metafora dell’esistenza.

Nelle pagine del volume, l’amore per lo sport si intreccia indissolubilmente con la passione per la musica e l’esperienza professionale dell’autore. Le aule di giustizia e i chilometri percorsi sull’asfalto finiscono per incontrarsi in una narrazione speculare. Nella fatica della maratona di Parigi, infatti, Galli scopre una dimensione priva di codici forensi o strategie d’aula, un confronto intimo tra controllo e resa.

“Non è una gara contro gli altri, ma una sfida con se stessi”, spiega l’autore. Lontano dal formalismo della sua professione, tra i passi e i respiri di quei 42 chilometri, emerge per Galli una forma più autentica e profonda di giustizia, dove il coraggio coincide con la pura volontà di continuare, nonostante la stanchezza e l’indifferenza generale.

La Corsa di una Vita è un’autobiografia coraggiosa in cui l’autore si mette a nudo, costringendo chi legge a confrontarsi con verità spesso scomode.
È una corsa contro il tempo e contro la tentazione di cedere: quando la voce interiore intima di fermarsi, spetta all’individuo decidere se ascoltarla o proseguire.
Il libro, arricchito dalle riflessioni di Michil Costa sulla cultura dell’impegno e la ricerca di senso, promette di parlare non solo agli appassionati di running, ma a una platea più ampia. È un manifesto dedicato a chi cammina, a chi lotta e, soprattutto, a chi non si arrende di fronte ai propri limiti.
A Palazzo Mezzanotte “L’Industria delle Bugie”, di Enea Angelo Trevisan


