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CULTURA E INCLUSIONE, DEBUTTA «TRACCE»

AL FESTIVAL VIMERCATE DEI RAGAZZI LA PRIMA NAZIONALE

Il 5 e 6 giugno si potrà assistere alla coproduzione internazionale firmata Campsirago Residenza, ArteVOX Teatro, Pandemonium Teatro con la collaborazione di Bamboozle Theatre Company

La cultura è un diritto di tutti, al di là delle abilità di ciascuno. E, con l’obiettivo di portare ad assistere a uno spettacolo chi non ci va, poiché manca un’offerta adeguata, nasce «Tracce».

Una ricerca artistica nuova in Italia, il primo spettacolo itinerante nel paesaggio, destinato a un pubblico dai sette anni in su, nello spettro autistico, neurodivergente o con disabilità cognitive.

Il debutto nazionale sarà il 5 e 6 giugno al festival Vimercate dei Ragazzi, in doppia replica in entrambe le date, per pubblico e operatori.

La produzione schiera Campsirago Residenza, con la sua esperienza pluriennale di produzione di teatro nel paesaggio, ArteVOX Teatro, che pone al centro della propria ricerca artistica l’accessibilità, l’inclusione e l’innovazione dei linguaggi performativi, la compagnia bergamasca Pandemonium Teatro, centro di produzione lombardo per l’infanzia e la gioventù e l’inglese Bamboozle Theatre Company con sede a Leicester, dal 1983 riconosciuta a livello internazionale per il lavoro nel teatro inclusivo.

Proprio nei boschi di Campsirago, borgo sopra Colle Brianza (Lecco), gli artisti si sono riuniti per perfezionare lo spettacolo che nasce da un concept collettivo di Marta Galli, Michele Losi (che ne cura anche la regia) Christopher Davies e Sue Pyecroft di Bamboozle.

Flavio Panteghini e Liliana Benini hanno il compito di dare il benvenuto con la welcome song, accompagnando i partecipanti, suonando la chitarra acustica. Un modo per accogliere, creando una relazione diretta con ciascuno.

Nella canzone iniziale ci si rivolge a ciascun partecipante cantando il suo nome. La musica diventa così uno strumento di fiducia.

Allo stesso modo, nel finale, gli artisti eseguono la goodbye song.

Il musicista/attore è interpretato in alternanza da Flavio Panteghini o da Federico Piscitello, entrambi di Pandemonium, che accompagnano i partecipanti con flauto, ocarina, chitarra e il sivli. «I suoni – affermano – vengono fatti anche con gli elementi naturali, le fogli secche, legni, sassi.

La natura ha un effetto benefico su tutti, ancora di più sulle persone nello spettro autistico che, in questo contesto, non sono sovrastimolate sensorialmente e possono rilassarsi».

I suoni sono registrati dal vivo e editati al momento dal sound designer Luca Maria Baldini che collabora con Campsirago.

E veste, inoltre, i panni di una salamandra.

«La musica  – spiega l’artista che si alternerà con Stefano Pirovano –, per me che scrivo colonne sonore per teatro, cinema e performance, connette mondi diversi.

In “Tracce” ho dovuto imparare ad approcciarmi al suono tenendo conto di un pubblico con profili di sviluppo cognitivi diversi dalla normatività.

Importanti sono stati i consigli di  Christopher e Sue sull’avere un approccio istintivo e sulla cura. Ad esempio, le cuffie che i partecipanti indossano dopo la welcome song, durante il percorso, li fanno sentire protetti».

La musica nello spettacolo diventa partecipativa. «Durante il percorso – prosegue il sound designer -, si viene accompagnati dal suono dell’ocarina e del sivli e si ascoltano paesaggi sonori, musica ambient, campioni o loop che vengono lanciati piano piano: spetta alla salamandra traghettare il pubblico in un mondo magico.

I suoni che vengono creati con gli elementi della natura li “effetto” al momento, costruendo una vera colonna sonora tra suoni generati, rumori di fondo, partitura ambient e voci». 

La regia di Michele Losi e la sua esperienza nella relazione con il paesaggio sono stati molto importanti nel guidare il processo creativo che ha portato alla realizzazione dello spettacolo.

«Mi trovo a mio agio – afferma il regista -, qualche anno fa alcuni ragazzi neurodivergenti vennero a vedere uno spettacolo in natura (non creato per loro) e i feedback furono ottimi. In quel momento, ho avuto un’intuizione.

La regia è una non regia dal punto di vista drammaturgico tradizionale; la narrazione è, in realtà, molto definita dalle tappe funzionali del percorso, che sono piccoli processi trasformativi. Agli attori bisogna togliere la volontà di essere attori e personaggi per lavorare su connessione e azioni».

L’ultimo performer/non performer è la guida. Ruolo ricoperto da Marta Galli in alternanza con Anna Maini di ArteVOX.

«La guida è il custode – affermano -, il luogo sicuro, è colui o colei che si prende cura dei partecipanti e resta in ascolto continuo per rispondere al meglio alle esigenze e ai bisogni di ciascuno.

E’ il tramite tra partecipanti e performer, tra pubblico e personaggi, in particolare Tessy, la protagonista, una femmina di tasso che è la scoperta e sorpresa dell’esperienza di “Tracce”».

La seconda tappa, dopo il ritrovo, è, appunto, la casa di Tessy. Il viaggio richiede un patto di unione, simboleggiato dalla corda, offerta liberamente, a cui i partecipanti potranno aggrapparsi durante il sentiero.

Nel percorso si incontra la femmina di tasso che abita un nido sotterraneo non descritto a parole: qui i partecipanti saranno invitati a esplorare senza parole, a vedere, toccare, assaggiare.

Sempre accompagnati dai paesaggi sonori in cuffia ci saranno soste per sdraiarsi e guardare il cielo, cambiando la prospettiva sul mondo grazie all’aiuto di un altro personaggio dalla natura interpretato da Liliana Benini o Benedetta Brambilla.

Alla fine, gli spettatori ritroveranno Tessy che chiederà di aiutarla a riportare a casa i suoi cuccioli.

«La connessione è la parte più importante – affermano Christopher Davies e Sue Pyecroft. La storia non vale nulla, senza connessione.

E noi facciamo di tutto per crearla». Lo spettacolo vedrà nel 2027 una versione per il Regno Unito realizzata da Bamboozle a partire dal lavoro creativo condiviso negli ultimi due anni con ArteVOX, Pandemonium e Campsirago.

Si ringrazia per la gentile concessione delle foto Alvise Crovato

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