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La Cantina Maurizio Costa presenta le nuove annate e svela in anteprima il bianco InOro

Nel cuore dell’Appennino romagnolo, tra boschi e vigneti che si arrampicano sulle colline di Modigliana, la Cantina Maurizio Costa continua a raccontare una storia di territorio, identità e visione. Un percorso iniziato oltre vent’anni fa da Maurizio Costa e oggi portato avanti con coerenza e ambizione dai figli Angelo e Francesco.

In occasione di una presentazione esclusiva a Milano, la cantina ha svelato le nuove annate 2022 e 2023 dei suoi tre vini rossi simbolo – Floss, Cento e MoDi – etichette che negli anni sono diventate espressione autentica del lavoro in vigna e della filosofia produttiva della famiglia.

Vini pensati per una clientela attenta ed esigente, capace di riconoscere il valore della qualità, del lusso e della ricercatezza dell’autenticità. Ogni etichetta nasce con l’obiettivo di offrire un’esperienza sensoriale completa, in cui eleganza e identità territoriale convivono in equilibrio.

La degustazione è stata accompagnata da un percorso gastronomico studiato ad hoc dallo chef del ristorante del club The Wilde, location dell’evento, che ha esaltato le caratteristiche dei vini attraverso abbinamenti mirati e raffinati. Accanto ai vini, gli ospiti hanno potuto assaggiare un altro gioiello di famiglia, il caviale Volzhenka, considerato tra i più rinomati al mondo, in un dialogo di eccellenze che ha reso l’esperienza ancora più esclusiva.

La storia della cantina affonda le radici nella scoperta di un antico vigneto di sangiovese ad alberello, risalente al 1922, nascosto tra i rovi. Un ritrovamento che ha segnato l’inizio di un progetto vitivinicolo oggi esteso su oltre 100 ettari, di cui 14 vitati, in un paesaggio naturale intatto che contribuisce in modo determinante alla qualità delle uve.

Accanto alla presentazione delle nuove annate, la cantina ha scelto di guardare al futuro, svelando in anteprima InOro, la nuova etichetta e primo vino bianco prodotto. Ottenuto da uve albana, varietà storica del territorio, InOro rappresenta una sfida e al tempo stesso una dichiarazione d’intenti: dimostrare come anche in un contesto di montagna i vini bianchi possano esprimere profondità, identità e personalità.

Durante l’evento, l’enologo Donato Lanati, l’agronomo Paoletti e il critico enologico Gardini hanno saputo intrattenere il pubblico con racconti e aneddoti, offrendo uno sguardo coinvolgente e competente sul mondo del vino e sul lavoro dietro ogni etichetta, contribuendo a rendere la presentazione ancora più viva e partecipata.

Lo sguardo della famiglia Costa è però rivolto anche al futuro in senso più ampio: l’obiettivo è ambizioso e profondamente personale, perché lo sviluppo della cantina è pensato come un progetto di lungo periodo destinato alle nuove generazioni, un patrimonio costruito oggi per i propri figli. “È un momento importante di condivisione e confronto, che ci permette di riflettere sul lavoro svolto e sulla direzione che vogliamo seguire”, spiegano Angelo e Francesco Costa. “Ambiamo a realizzare vini capaci di lasciare un segno in chi li assaggia”.

Il nuovo bianco sarà imbottigliato nei prossimi mesi, ma già oggi mostra caratteristiche distintive che ne anticipano il potenziale. Un progetto che amplia la gamma della cantina senza tradirne l’essenza, rafforzando il legame con un territorio che continua a essere il vero protagonista.

Con uno sguardo sempre rivolto alla qualità e alla riconoscibilità, la Cantina Maurizio Costa si conferma una delle realtà più interessanti del panorama italiano contemporaneo, capace di unire tradizione e visione in un racconto coerente e in continua evoluzione.

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