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Eliza G: dalla dance all’Eurovision, passando per The Voice e Flexx … e ad ottobre ’23 arriva “Divas”, in teatro

Abbiamo incontrato Eliza G, artista italiana attiva nella scena urban pop internazionale da anni.  E’ davvero amata in tutto il mondo, o quasi. Se nel nostro paese i fan non le mancano, così come le apparizioni in tv (The Voice of Italy 2019, All Together Now), la sua è una carriera decisamente internazionale: Eurovision Romania 2022, tanti concerti spesso sold out tra Europa ed America Latina, soprattutto in Gran Bretagna, Brasile, Spagna, Svizzera e Francia. 

In realtà il suo percorso, un continuo susseguirsi di sorprese, nasce dal rock. Eliza G inizia con una piccola band inizia, come quasi tutti gli artisti, facendo prove in scantinati, montando e smontandosi l’impianto da sola. Poi diventa una icona della scena gay in Brasile, fino ad esibirsi in televisione e nei festival elettronici più importanti del Sud America… tutto questo non grazie al rock, ma grazie all’energia di “Summer Lie”, pezzo  dance scritto per lei da Roberto Zanetti (Dwa Records). Era il 2009 e da lì in poi la sua vita è cambiata, ma non è in tutto. Eliza G ha deciso di continuare a vivere allo stesso modo, a lavorare nel suo studio, in una zona in cui molti non conoscono la dimensione internazionale del suo successo. La sua esperienza all’estero l’ha portata a scoprire un nuovo modo di lavorare, di approcciarsi alla musica facendola maturare. A tal punto che oggi scrivere e compone gran parte dei suoi brani.

Come mai non ti sei trasferita a Milano, come quasi tutti quelli che lavorano nella musica?

Lavoro poco in Italia, per cui per me Milano non sarebbe una scelta logica. A casa mia ho tutto, il mio studio, i miei spazi e la non frenesia della città ma anzi tutto l’opposto. La tecnologia fa il resto. Ho cercato un luogo in cui poter tranquillamente sviluppare la mia scrittura.

Quindi scrivi e componi tutto tu?

Sono una “poli strimpellatrice”. Il termine poli strumentista non mi si addice e non vorrei insultare chi è davvero bravo a suonare tanti strumenti.  Suono da autodidatta  e grazie ai software trascrivo tutto quello che serve per rendere emozionante e credibile i miei demo, ovvero le prime registrazioni che poi pian piano diventano canzoni. Ne vado molto fiera, lo sai? (lo dice sorridendo, NDR)

Hai scritto per l’Eurovision e continui a scrivere anche per altri progetti, come nasce una canzone come “GOK” (Flexx) o “The other Half of me” (Eliza G), per citarne alcune?

Nasce tutto con spontaneità seguendo l’istinto e il cuore. L’arrangiamento ed il coinvolgimento del team servono poi per confrontarsi, aiutano ad elevare l’idea embrionale che avevo in testa. Come diceva Vasco Rossi, “Le canzoni sono come i fiori, nascono da sole”. Il mio metodo è quello di non mettermi mai  “a tavolino” a scrivere. Scrivo sempre ogni momento della giornata e quando ho voglia. Quando sento che ho qualcosa di interessante da dire mi metto al pianoforte. La fase successiva è lo sviluppo che affido allo studio di registrazione. Saintpaul, con il dovuto distacco, ascolta e valuta e modifica l’arrangiamento. A volte succede che tante parti restino proprio quelle del demo iniziale, perché la spontaneità nella musica è davvero magia.

Insieme a Saintpaul avete fondato i Flexx, un progetto parallelo pieno di energia…

L’idea è venuta e me e Saintpaul durante i periodi “off”, ovvero di riposo tra una data e l’altra. Eravamo all’estero e avevamo voglia di costruire una band elettronica con una matrice rock. Saintpaul è in console come dj, io sono alla voce, al basso c’è Daniele De Santo mentre Palmè è alla chitarra. Possiamo stare sul palco di un festival elettronico, ma anche altrove. Abbiamo più di 12 inediti scritti e composti da me e arrangiati con gli altri. Abbiamo iniziato facendo qualche data test e i feedback sono stati altissimi… a breve ci aspettano Londra e non solo. E’ davvero una gran bella esperienza.

Ad ottobre arriva, un nuovo spettacolo questa volta a teatro, “Divas”…

“Divas” è uno spettacolo nato da una idea di Marco Masi, artista e direttore artistico di questo progetto. Sarò un show teatrale vicino allo stile di David Foster. Musicisti, coriste, Led wall, Visual  e tanta musica dedicata alle dive internazionali. Interpreterò brani che tutti abbiamo nel cuore, in una chiave nuova. La prima data sarà in Italia, il 13 Ottobre al Teatro di Potenza.

Un’ultima domanda: ti senti più cantante o compositrice?

Sento che la cantante che è in me non può più stare senza la compositrice e viceversa. E’ stata una evoluzione che mi ha permesso di trasmettere quello che sentivo e il mio background in brani inediti. La cosa che mi dà soddisfazione è che ogni volta che mi interfaccio con autori esteri, loro rimangono colpiti dal sound tipicamente anglosassone della mia musica. Non so se sia una fortuna o un problema. So che tutto questo mi rende molto felice.

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