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4 chiacchiere con… Tommaso Ruffatto (Jaywork Music Group)

Abbiamo incontrato Tommaso Ruffatto, uno dei tanti talenti che Jaywork Music Group promuove nel mondo grazie ai rapporti con realtà musicali mondiali…

Che stai facendo di bello in questo momento dal punto di vista musicale e personale?

In questo momento mi sto concentrando molto sulla composizione. Studio fin da quando avevo 5 anni pianoforte, di recente ho cominciato a comporre musica elettronica avvalendomi sempre degli studi fatti in precedenza per creare delle composizioni originali e diverse.

Ci racconti come suona il tuo più recente disco? 

Il mio più recente disco suona in carattere retrò, tant’è che ho preso spunto da un brano anni 80 che s’intitolava “Promised Land” di Joe Smooth. Volevo ricreare un’atmosfera calda come allora, restando però nei ritmi e nelle melodie di oggi. La produzione é stata molto lunga perché appunto, volevo perfezionare ogni minimo suono e dettaglio.

In che direzione musicale stai andando? 

La mia direzione musicale mette in prima linea le emozioni, solo tramite esse, possiamo creare brani duraturi nel tempo, infatti a  mio parere la musica di oggi sembra che stia prendendo una piega banale e facilmente dimenticabile.

Come ha cambiato la scena musicale lo streaming? 

Lo streaming aiuta molto i giovani artisti a farsi conoscere, oggi chiunque puoi mettersi a produrre musica, ahimè però i grandi successi non sono più duraturi perché oggigiorno si cerca la quantità e non la qualità. Il mio obiettivo é quello di suscitare emozioni a chi ascolta in modo da potersi ricordare di quel pezzo. 

Ci racconti da dove vieni dal punto di vista musicale? 

Vengo, come ho già raccontato, dal pianoforte classico. Il grande pianista Chopin é uno dei miei preferiti. Ho studiato al Conservatorio, però ascolto di tutto, dalla classica al rock alla trap. Le mie release precedenti sono sempre state composizioni al pianoforte.

Com’è nato e come si è sviluppato il tuo rapporto con Jaywork Music Group? 

Tramite conoscenze, in particolare Luca Peruzzi e Luca Facchini: ho fatto sentire loro il mio brano e loro l’hanno apprezzato… speriamo di raggiungere importanti risultati insieme!

E per qualche che riguarda locali e divertimento?

Amo le canzoni che suscitano felicità e spensieratezza: sono riapparsi gli Swedish House Mafia con una hit molto interessante. Poi l’intramontabile David Guetta, ultimi ma non per importanza Kungs con “Clap Your hand” e l’artista Shouse .

E a livello musicale, cosa stiamo ballando in questa calda estate 2022?  

Stiamo ballando i classici tormentoni estivi. Per quel che riguarda i miei ascolti, spazio molto: spazio dalla classica alla tecno, all’ indie, insomma quello che sento durante il giorno. Ascolto molto Bakermat perché ha delle melodie e dei ritmi che altri artisti contemporanei non hanno.

Come vedi il presente ed il futuro di chi fa musica da ballo? 

Vedo che c’è molta allegria, ci sono nuovi artisti che stanno emergendo e credo che la musica sia in continuo mutamento.

 A che punto ti senti della tua carriera musicale?

Mi sento anche io in continuo mutamento, credo che non bisogna porsi dei limiti, bisogna sempre rinnovarsi e sperimentare nuovi suoni. Punto tanto sulle emozioni, quando la musica ti entra nel cuore, difficilmente te ne scordi.

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